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DOWNTOWN

Quaranta mani dopo che cercano dei soldi
diciotto e più semafori coi lavavetri
e un ghisa.
Più giù del Vigorelli, dei Beatles
della Fiera
dopo la montagnetta dei poveri sciatori.
C’è una caserma tutta di semplici, sul grigio
sfrangiata dal mercato negli angoli
i dì pari.
C’è un portoncino vetro smeriglio
tu, di là, potresti essere nuda
e noialtri così sia
nemmeno l’ombra fiacca di un pelo.
Un campanello
il sole gli ha smangiato metà cognome e il nero.
Se premi s’alza un nuvolo pieno di piccioni
e i ragazzini tutti in cortile fanno il palo.
E dopo il campanello un lenzuolo che s’asciuga
una raccomandata sul pizzo del comò
un’Ambrosoli mezza succhiata sul parquet.
Il disco della Decca che insiste
ecco, tu
hai messo del colore per gli occhi
su il caffè.
C’è odore d’acqua e di varecchina un po’più in là
la luce della stanza è rimasta lì per noi
la tapparella ferma a metà;
tirala giù.

AMATISSIMA

LA CITTA’ FUTURA

A quei conferenzieri da strapazzo
oppongo i tuoi monologhi di terra;
la falce che veloce sai menare
d’abilità trasmessa e cocciuta.
A tutti loro
a tutti quei potenti sciagurati
oppongo il pugno in grano che serbi nella tasca;
quell’annusare in aria tempesta o tempo buono
il pane da dividere, sia pure poco e duro.
Tu dici che il sudore fa ricchezza
e che l’odore della stanchezza è vera essenza;
che la lavanda cresce col sangue delle mani
e lo straniero è amico e fratello.
Si, il lavoro
la grazia che si stacca dal corpo ad ogni sera.
La pietra affilatrice che danza è il tuo valore
il piede sull’attrezzo che implora
il muratore, che tira su le case ai padroni
l’operaio,
colui che tiene i conti degli altri e nulla torna
coi debiti, la donna scontenta e i figli altrove.

IL ROSARIO

massimobotturi:

questo bel blog di Stephy, ospita alcune mie riflessioni a caldo, associate ai suoi lavori. Trovo stimolante e originale questa collaborazione, testimonia inoltre la stima reciproca che ci accomuna.

Originally posted on I Fotolavori di Stephy:

10592701_10204662064899512_1229976505641393724_n

I grani del rosario sulla tua bella schiena
sono venuzze d’onice, lisce
di fattura.

I grani del rosario scappati alla preghiera
ti cercano le mani
memoria della rosa.

(Foto mia
Testo di: Massimo Botturi –  massimobotturi.wordpress.com )

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LA PIETA’

Lucente
come il marmo di centinaia d’anni
staccasti dal silenzio perfetto
un frutto amaro

- Chissà quanto sofferto
fu il parto di quel tale,
per somigliare in tutto e per tutto
al fatto vero
che stringe dentro un morso di nebbia
occhi e cuore
nel sostenere il corpo disfatto di un figliolo.

Noi tutti guardavamo il mantello,
l’arte pura,
dello scalpello fine
e del soffio sulla piega.

Tu ti fermasti al capo recline della donna
al suo deserto dentro la bocca
alla pazzia
caduta sopra il volto, pur freddo
di Maria.

INTRAMONTABILE

massimobotturi:

un rande regalo da un amico lontano, ma vicinissimo
grazie Luigi!

Originally posted on Luigi Maria Corsanico:

Cartoline di Massimo Botturi

Nicola Piovani, tema da “Caro diario”
Orchestra di Patrasso diretta da Thanasis Tsipinakis

Capaci si di farmi esultare, quelle bestie
le bestie pigre e angeliche in cortile.
L’ armonia
del ruminare, fottere e mordere
morire.
La polvere del solo deserto a me concesso:
campagna del bresciano
dove il moscone stride, la rondine tra fili magnetici
le vespe, sul glicine e sul fico
col latte suo più acerbo.
Capaci si di farmi esultare:
quelle gambe
le gambe nude della cugina sopra il fieno
il sempreverde sotto il cotone
abbozzo il seno. Torace come prugna novella
da succhiare.
Capace a fare folli le sere: il gran silenzio
dell’erba morta ai fossi asciugati
i grilli sciocchi
che non han più coscienze da tormentare, infine.
Capace d’esaltarmi le vene: il vino rosso,
rubato alla vigilia del sonno per far sogni
oscuri e meno oscuri
o forse farne niente.
Cadere come un…

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