A quel tempo vivevo tra i giganti
le mura della scuola, la folla dei mercati;
le mani di mio padre e il suo pezzo di formaggio
due dita troppo grandi per le raffinatezze.
Giganti erano i treni guardati dalla rete,
gli uomini in braghette di tela per i campi;
giganti erano i mucchi di fieno
e anche gli uccelli
che tutti sopra i cavi dell’Enel, verso sera
sembravano pregare la morte del dio sole.
Giganti erano tutte le donne da marito
giganti erano quei bigodini
quei grembiuli, le sporte sul manubrio
i denti d’oro in bocca.
Giganti erano gli altri compagni coalizzati
le fionde che spaccavano i vetri
le ginocchia
puntate sulla gola di chi, appena arrivato
c’aveva l’aria ruggine di quei paesi nani
fatti di case solo di carta
e noccioleti, di arance fredde sopra i balconi
e di osterie.
PERIFERIE
gennaio 20, 2012 di massimobotturi
..mi piace l’idea del gigante,
mi piace il trasporto nel tempo..
mi piace che si mantenga il ricordo in quel lontano esser stati pollicini..
un abbraccio e buon fine settimana..
m.
Continua la poesia della memoria, dell’infanzia, poesia fotografica…
che quadro!
colpiscono sempre i colori delle tue opere di vita: mai troppo lontane per dimenticarle, mai troppo vicine per lasciarle passare dall’inosservanza dei ns passi che sai lasciarli “tacere”.
Thanx, poeta ♥
Glò
grazie a te carissima
vista dalla prospettiva del piccolo, tutto diventa gigante e durante questo poetare si va percorrendo la vita con le sue cose semplici e genuine.
Molto delicata e vera. Bellissima.
Grazie Massimo e buon fine settimana!
Carmen
ho negli occhi un ricordo di bambina, un animale stupendo, possente, altissimo, il re dei giganti, un cavallo bianco pezzato e io stupefatta alla vista di quella montagna che sbuffava dalle narici…
“…giganti erano i mucchi di fieno
e anche gli uccelli
che tutti sopra i cavi dell’Enel, verso sera
sembravano pregare la morte del dio sole….”
a te la poesia ti ha fatto da madrina.
m.
“Giganti erano i treni guardati dalla rete,”
ma che bello, mi hai ricordato la mia infanzia , io mio fratello e le mie due sorelle che scappavamo alla tata, quando mia madre era al lavoro e correvamo finalmente scalzi sull’argine per raggiungere la ferrovia dove passavano quasi solo teni merci ed erano giganti!!!
ho mantenuto nel tempo questa impressione , gli occhi dei bimbi fanno da zoom , ma conservano anche ben stretti i ricordi
belle, belle bella
chicca
ricordi…bello…^^
quando dici ” a quel tempo ..” so già che entro nel mistero del racconto vero, quello con gli ori della poesia.
Un salto nel tuo passato per camminare a fianco dei tuoi versi che
raccontano genuine emozioni
Mi affascini sempre
Mistral
per me sono giganti le tue parole:-)
Grande poesia.
facile dire “ricordi” perchè il ricordo ingigantisce e la nostra minuscola mente contiene universi.
Sospetto che riusciresti a fare poesia con qualunque cosa…
è sempre relativa la grandezza e le paure
solo negli occhi di chi guarda è la misura
piaciuta “l’aria ruggine di quei paesi nani”
che è abito senza pretese, ma cucito su e a misura
nelle ginocchia la forza del sisma
così mi piace pensarti!
Buon week end mio caro Massimo…
C.
Ecco …. oggi sei Tu il Gigante. Gigante perchè sai cogliere le sfumature di un tempo passato che Ti ha incontrato “nano”. Oggi il Gigante vede lo stesso mondo vissuto da piccolo e ritrova la stessa magia di quel tempo.
grazie davvero per i bellisimi commenti, ne sono lusingato
Il tempo è la sola entità capace di incidere sul tempo stesso come vitalità e sentimento e la tua proiezione nell’immagine del puer di ieri acquista la dimensione di un ritrovamento. Buona Domenica,Mary
Entriamo nel tuo mondo onirico ingigantito da un’infanzia che già sa guardarsi intorno con occhio da Poeta. Nietzsche ha scritto che “ognuno di noi diventa quello che è”. Al bambino che sente gigantesche attorno a sé le forme della vita, fattosi uomo, verrà naturale tradurle in versi. Quindi, è anche la naturalezza, l’assenza di apparente artificio che ammiro nella tua scrittura.
grazia
La tenerezza che rendi qui, di quel guardare giganti con gli occhi da bambino…è purissima poesia.
Resto sinceramente incantata da ogni tua composizione
Un ricordo o tanti ricordi, con le impressioni dolci, dure, che non sanno mentire.
Bravo.
“…l’aria ruggine di quei paesi nani
fatti di case solo di carta
e noccioleti, di arance fredde sopra i balconi
e di osterie” (M. Botturi)
vivevo anch’io tra giganti di periferia