Forse ci amammo per quel comune odore
che ammutolisce il mondo visibile nell’erba;
dopo piovuto come un incanto
dopo il nudo, che viene nello specchio dell’acqua
quando è vento.
Forse il modo
con cui cantavo il seno tuo pudico
e inviolato:
uno scrosciare furbo d’uccelli spaventati
un vuoto cattedrale
che riempie il cielo quando fa giorno.
Forse i segni, hai amato su di me
delle pagine trascorse,
quel mio tenerti come una coppa d’orli mozzi
senza sprecarti mai una sorpresa
un bisestile
un’ora fatta a noci col miele.
Forse il suono
dei campanili stessi premuto nella testa;
quando amavamo stare nei campi
e non a casa. Quando le foglie del granturco
tra le mani
dicevano il futuro
e valeva qualche cosa.
Dentro il rosario dei tuoi “forse” brilla la poetica risposta al perché di tanto amore, fatto di canto di un “seno pudico” e di controcanto, da parte della tua donna, intonato dall’ammirazione “delle pagine (su di te) trascorse”. Al paesaggio dell’anima qui risponde il clima esteriore, conseguente cornice
.Mi è piaciuta molto.
grazia
Una poesia che ogni donna semplice come un fiore selvaggio,vorrebbe per se.
Credo d’essermi già complimentata con te,ma ripeterlo dà piacere a me.Mirka
Io sono incantata
Che sottile fragranza arriva dai tuoi versi; mi gira intorno , in punta di piedi
mi soggioga, e con grande maestria mi tiene in pugno
Un incanto
Baci
Mistral
Come spiegare il mistero? Solo in POESIA si può. Tu.
ci mancavano i tuoi versi, sai?
adesso si legge e rilegge….
quando voglio avere diciotto anni e dintorni vengo qua, so già cosa mi aspetta volte penso che siamo la stessa persona io quello con la testa tra le nuvole e tu quello che scrive la poesia che abbiamo vissuto, viviamo e vivremo.
P.S. se puoi passare dalle mie parti mi aspetto una risposta su Ummagumma la domanda c’è già. Ciao grande Massimo
fausto
L’arte di sorprendere una donna…
Stefano
Sappi, Massimo, che sto leggendo tutte le tue poesie e se non ti commento è perché l’emozione è talmente forte che non riesco a tradurla in parole. Resti il numero UNO per me e, dai commenti che ricevi, posso constatare che non sono la sola a nutrire tanta ammirazione per te. Complimenti sincerissimi, un bacio.
rossella
“Quando le foglie del granturco
tra le mani
dicevano il futuro
e valeva qualche cosa.”
Armonia , musicalità , ritmo dietro ogni parola che spalanca visioni come un filmato della memoria , ma mi lascio colmare da questa chiusa che mi appartiene.Grazie Massimo
bravo, mi piace
forse… chissà. Indagare nell’imperscrutabile non toglierà fascino al mistero
quell’incedere classico e rassicurante..quella sensuale tenerezza accattivante
profumo di tabacco di pipa
qui si respira poesia.
m.
Buon mattino Massimo, arrivo proprio adesso da un bel sogno.
Un abbraccio
Mistral
un abbraccio anche a te Mistral
e un caro saluto a tutti
grazie
i tanti perché di un amore
mirabilmente espressi
bellissima immagine quella delle mani a coppa
disgiunte appena, quello che basta a circondare fiamma, donna, reliquia d’amore
magnifico: da dove vieni, tutto gli si avvita. forse un’altra vita, un tempo diverso.
le tue sono piene di “sensi” reali, tangibili.
Massimo, chetelodicoafare???
ultimamente le tue poesie hanno un’eco trasversale…
mi fa sorridere… fa addentrare in modo differente ciò che ci attende…
maestro di parole, tu.
un bacio.
m.
nella credenza ho una crema di *miele e nocciole* che mi ricorda tanto la campagna…
ciao Massimo, buona serata
“un’ora fatta a noci col miele.”
basterebbe anche solo questo a dire Poesia.
Misteriosa eppure semplicissima…insondabile come solo l’amore può essere. Più la leggo, più mi affascina! Una delle tue più belle, per me
vi siete amati ancora prima di nascere
grazie
che belle cose che leggo qui
poi posso andare a dormire un po’ meglio con un pensiero più leggero in testa
forse…
ogni verso è poesia a sé. E’ la “finezza” della tua poetica che mi colpisce in particolare, Poeta!
Carmen
Mi è salito un sorriso, Massimo. Che meraviglia. La tua ispirazione è sempre a livelli superlativi. Un abbraccio.
Montale! A questo ho pensato