Lui pensa, mentre morde un’arancia
alle scintille
al ventre della stufa da ispezionare, al modo
con cui rimboccherà le coperte alla sua donna.
Al cellophane che copre la bici, alle mollette:
se siano troppo facile impresa sopra i raggi
e l’aria di gennaio non possa poi punirlo
mandando giù qualcosa che, no, chiamarla neve
non è il termine giusto,
ma vuole sia un cappello
a fargli cartolina la fronte.
Lui, la storia, l’ha recitata bene
e lo deve ripagare;
lo deve rispettare con marciapiedi giusti
con giornalai a portata di mano
e belle donne.
Di quelle che non perdono la buona educazione
la schiena di un concerto
la camminata breve.
CONVERSAZIONE AI MARGINI DI UNA VITA
gennaio 29, 2012 di massimobotturi
Tu, invece, mi ripaghi con queste ancore di bellezza che mi tengono ferma sulla terra buona. Grazie.
Massimo, stavolta con questa tua lirica poetica m’hai messo proprio di buon umore che col freddo che tirava m’ero tutta ma tutta con-gelata.E ancora rido pensando alla frase (metafora ovvio nessepà o a libera interprtazione?) “al ventre della stufa da ispezionare”,forte davvero tanto da desiderare di riuscire ancora per cercare una trattoria che forse a du passi ce sta e magnarse polenta e osei.Bicchiere di vetro grosso per lambrusco o “Morellino de Scansano”,un grapin per digerire e farce stare anche sogni tutti d’oro..
Sei unìco! Grazie grazie di cuore.Bianca 2007
ne sono felice Bianca. Questa piccola storia ha la pretesa di raccontare di mio padre, in uno dei tanti momenti in cui andando a trovarlo ci gustiamo un caffè insieme
grazie, a presto
E’ nelle piccole quotidianità dei gesti d’amore, il sacro che ci emoziona.
Buona serata, col naso appiccicato ai vetri a guardare la neve che verrà…
ritrovo ogni volta questa atmosfera intima, famigliare, questa tua luminosa capacità di fare delle piccole cose arte, di emozionare con ciò che accade nel quotidiano
quella bici….
bella sempre
ogni tua cosa è una cartolina da tenere e guardare
e poi fai star bene la gente tu
il poeta rende indelebili i contorni d’ogni cosa. profuma l’indicibile. come te, tu.
Tenera scena legata ai gesti della Vita.
Grazie Massimo, leggerti è sempre un grande piacere
Baci baci
Mistral
è questo che mi fa sperare, la poesia nel cuore degli Uomini…
m.
due vite: una vissuta, una sperata
la terza: ricordata
la quarta: raccontata
la quinta: cantata in poesia (e dietro le quinte il palco pronto per la recita)
chi mai vedrà tutto ciò?
che bel discorrere che hai, affascinate. Ti aspetto da me.
la camminata breve… bello bello
tu racconti e io mi scaldo il cuore
c’è lusso in questa cartolina sulla fronte, un cappello che è
chapeau!!!!
-margini di una via maestra-
ciao carissimo, grazie per il complimento assai gradito, oggi c’è renato turci, poeta franco-cesenate di cui ricorre il quinto della scomparsa, un bel personaggio, fu direttore della mitica biblioteca malaterstiana di cesena, pure, ciaooo bravo come sempre, azz!
Buongiorno,
m’insinuo fra i versi come farebbe un refolo se ci fosse, li sento genuini e profumati di pane appena sfornato, non parole ma gesti che fanno sentire.
Un saluto Tiziana
farsi rimboccare le coperte…ma quale lusso!

la schiena di un concerto vorrei fosse la mia!
Ciao Massimo
C.
Passando di qui si trovano sempre meraviglie.
Nevica. Non c ‘ è nessuno. Mi scaldo qui da te.
che roba massimo
fino ad oggi l’ho chiamata neve.
ma tu l’hai rinominata e plasmata.
solo tu
puoi ispezionare il ventre di una stufa -
impossibile separare la vita vissuta da quella sognata.Qui tutto è poesia…….Buona giornata,Mary
sei sorprendente per come sai dirci di un ricordo, mi lasci muta e felice di leggere,
chicca
leggo di tuo padre e rivedo il mio.
Cosa rimane di noi, di veramente nostro, quando scappa dai pori della pelle, dalle narici, per inseguire il mondo?