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Archive for agosto 2015

SUMMERTIME TAKE 2

E quando sento cantare una ragazza
ritorno a Genova nuda, la spiovuta
al vicolo spugnoso e strettissimo
noi a un piano
di solito abitato da due uccellacci e mare.
Ritorno alla mattina di un bel soffitto scuro
all’arabesco fatto di pesche
io che scrivo, mentre ti levi il vizio del fumo
alla finestra
con niente addosso tanto non vedono
e sti cazzi!
Ritorno a quelle donne sull’uscio, scopa in mano
le loro cantilene del Faro, ai panettieri
le bimbe mentre prendono il Bus.
Agli oleifici, giù nella bassa
a strane sere, tirate a nero come le scarpe
e mille ancora, di mattonelle lucide
di acqua minerale;
agli organetti duecento lire e sembra festa
agli svolazzi dei chierichetti, su in salita
le stringhe con la palta dei giochi, il moccio al naso
da tirar su d’impegno e decoro.
A quell’orchestra
che in tanto in tanto davi di petto
forte, piano
le tue modulazioni di Gershwin.
Summertime
anche se ormai l’estate era bianca di calcina
di rampicanti tutti ingialliti.
Summertime
e poi tornavi a farmi l’amore, Summertime.

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FUORI PORTA

E più graziosa mi appari in questa luce
di monti inzuccherati e casette
riposata, poi che la borsa ora è svuotata
ed ogni cosa, ha preso il provvisorio suo posto.
Sopra il sole
s’è fatta ora una riga passante, uccellagione
pericolo di musica dolce da qui a poco.
Abbiamo proseguito su per la provinciale
la strada delle oche e degli scalatori.
A volte il palmo sopra i ginocchi
a volte fuori, come a tastare il freddo di neve
ormai passata.
Abbiamo anche pensato di metterci a cantare
la ninna nanna mamma insalata non ce n’è;
così per far due scemi a ricovero
spalmati, un po’ sull’erba, i piedi nell’acqua.
Ma per poco
ché qui il creatore mica ha scherzato
sembra ghiaccio, l’oceano mangia tutto
la notte del Titanic.
Abbiamo avuto campo per poco, poi blackout
nessuna linea, solo noi due
le spalle al muro. E quasi quarant’anni
da quella prima uscita:
tu pantaloni bianchi e maglietta fragolina
io l’indecenza d’uno eccitato.
Ed ero brutto, coi brufoli e la faccia da pirla
poi, chissà.

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RIDERE

aperto per ferie 🙂

I Fotolavori di Stephy

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Il cuore di una donna si riempie
quando ride.
Scavalca recinzioni e spinato
si dilata, diventa mongolfiera e satellite
Saturno
con tutti quegli anelli di ghiaccio e di preziosi.
Se ridi smette il salice il verso, l’acqua trema
anche il postino suona una volta
e dopo viene, ti mette sopra un tavolo duro
e te la canta.

(Massimo Botturi)

Foto al Clown, mia.
Parole del Clown, di Massimo.

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