Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for ottobre 2019

SIATE LIETI

Dei residenti qui in terra abbiate cura
che i morti hanno le loro ragioni
grano e fieno, un chiodo sopra il muro
per calendari muti.
Pulite se potete le vene di chi ha fame
e fate a pezzi il pane moltiplicato e duro.
Porgete sempre labbra sincere sulle tempie
compagna vi è la vita, sorriderà all’odore
al sasso della voce prestato alle parole.
Mettete nelle lettere due dita di oltremare
il fondo di un bicchiere bevuto insieme
un’ode, a quell’amore forza del tutto
alla sua grazia.
Vi pagherà in monete di giunco
d’acqua chiara, di trasparenze in cento finestre.
Siate lieti.

Read Full Post »

DISEGUALI

Non parli, perché hai visto la guerra
e avuto fame.
La pioggia lunga e fredda d’inverno entrarti in casa
il crollo del budello di terra là in miniera.
Non parli quando affonda una barca
e non son pesci, quelli che bevono il mare
né assetati.
Non parli, e dalla tasca ti prendi un fazzoletto
un tempo fatto su a quattro nodi, adesso basta.
Non parli, e te lo porti sugli occhi, soffi il naso
con quel rumore a volte scabroso che hanno i vecchi
per dirci che hanno pena per gli altri, i senza luce.
Non parli, perché dirlo a bestemmie non è cosa
il dialetto delle mani lo fa capire uguale.
Non parli, perché il mondo è paese
e giusto ieri, entravi scarpe tolte alla casa del padrone
pulite le sue vacche e già concimati i campi.
Zittivi sopra i conti che non sapevi fare
il dare avere, come ora il mare, diseguali.

Read Full Post »

ACQUA SORGIVA

Talvolta, per ricordo del mare, in te io vivo
e lascio che l’orecchio si prenda la tua aria
la semina di mille parole.
Perché azzurra
è questa casa in fondo al tuo iride, e spumosa
con forte batticuore per l’onda
e le creature, nel letto della luce conclusa.
Ben nutrito, mi sento come reduce al portico d’infanzia
col pane delle quattro stagioni, un bagno caldo
e i panni della festa di pace.
Acqua sorgiva
tu mi fai bere quando sei nuda, un’acqua bianca
fetale e piena d’orzo e frumento.
E non sospetti, che barche e bastimenti ti solcano
sei allegra,
come la solitudine colma dentro il sonno.
Le piccole e impalpabili vette là scalate
nel sogno, perché voli
senza paura alcuna.

Read Full Post »

LIBERA COMPAGNA

M’è naturale l’amarti, sei una mela
e come la delizia centellina la luce
così io ti avvicino alla bocca
con sorpresa, con gesti di saluto sul petto.
Dolce sera
che pigoli al cavagno di giunco delle braccia
mia libera compagna, bagliore della donna.
Vedo passare i cervi giù in valle quando preghi
quando ti mordi il labbro e non è piacere amico.
Quando ti alzi poi in volo e ti fai terra
cercando l’acqua delle stenelle
in questo azzurro, che immaginiamo mare lombardo.
Amica e sposa, io non governo bestie né eserciti
lavoro, col mio decoro d’uomo e le scarpe d’ordinanza;
ma so attirare il fulmine e il miele
farmi pesce, nelle tue mani d’isola spoglia, mani d’aria
di ossa che si spaccano mute al solo sguardo.
Da te ho imparato origine e vanto d’innocenza
quella sensualità ch’è coraggio e morsi netti
al frutto della vita che può cadere, ora.

Read Full Post »