Vedemmo, ti ricordi? Quelle bestie.
Costrette a legatura giravano d’intorno
un cerchio che toccava la terra fino al sangue.
Così, talvolta, capita a me certe serate
che penso ai tuoi capelli lunghissimi sul seno.
Sicura li potevi scalfire con il pianto
coprirti come la Maddalena, farne nido
per la mia bocca uccello presa dal primo volo.
Ma ora, più succinta figura t’orna il capo
la nevicata tenue che sale da radice.
La fronte s’è ripresa l’origine del mondo
il sole la fa un’aia piena di foglie e grano
ed io ci casco e graffio le labbra, gli occhi belli.
